mercoledì 1 febbraio 2017

SI PUÓ PROGRAMMARE SUL MEDIO PERIODO OGGI?


 
In azienda direzione è sinonimo di programmazione, e ogni decisione viene presa per conseguire risultati migliori del passato. Bella scoperta! Beh, si è una scoperta, soprattutto nelle p.m.i., soprattutto perché questi vorrebbe significare che sarebbe utile una programmazione almeno di medio periodo (dire lungo non sarebbe esagerato, ma ci limitiamo, dati i tempi...).
La vera programmazione di medio periodo è che si riconosce il fatto che molte decisioni importanti dovrebbero essere formulate per periodi dai 3 ai 5 anni. Infatti molti problemi sono di medio periodo di per se stessi, non possono essere risolti in giorni, o settimane o alcuni mesi.
Pensiamo, per esempio, alla prospettiva di esaurimento di una fonte di materie prime, oppure all'entrata in vigore di una legislazione che mette al bando, in alcuni anni, un certo materiale per motivi antinfortunistici, oppure sanitari oppure ambientali. Sono tipici casi di programmazione di esaurimento di una produzione e di entrata in funzione di nuova produzione, che certo non può essere fatta a breve.
Se aspettassimo che il materiale sia esaurito oppure che arrivi la scadenza di uso, non potremmo prendere nessuna decisione giusta. Quando il presidente, l'amministratore delegato o il direttore generale lasciano l'azienda, essa dovrebbe avere già precostituito un piano di sostituzione. Quando scopriamo improvvisamente che alcune aziende concorrenti hanno diminuito i prezzi per aver installato nuovi impianti più efficienti o nuovi software che forniscono informazioni più adeguate per la produzione o nuovi metodi di gestione, non possiamo prendere alcuna efficace risoluzione per sottrarre l'azienda a ingenti perdite.
Queste decisioni avrebbero dovuto essere prese prima che si risentisse degli eventi citati.
Questo ci conferma che sarebbe sempre necessaria una programmazione di medio (se non lungo) periodo. Che non può essere che supportata da adeguate informazioni ed elaborazioni delle stesse.
La vulgata corrente per la quale la velocità di cambiamento dei mercati e dei bisogni dei clienti coglie sicuramente un aspetto di verità dell'economia. Ma si riferisce soprattutto ai prodotti e alle dinamiche di acquisto e di consumo. Che non eliminano la necessità di programmare la strategia di un'azienda almeno sul medio periodo.

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